Attività


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coloriamo la scuola

Progetto: Coloriamo la scuola di musica e pittura; di Rita e Patrizia

Concerti didattici

Rappresentazioni teatrali

Laboratori musica e pittura

Laboratori multimediali sulle favole in rima

 

 

 

 

Mostra personale di Patrizia Presutti

IL Mondo di  Dafne

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Presentazione della violoncellista Rita Carlacci del Labirinto  delle Arti di Roma

Il mondo di Dafne è un universo colorato di mistero, di sacro, e nello stesso tempo di profano. È un universo indecifrabile, inaccessibile ma anche limpido e spregiudicato.

È l’universo dell’inconscio che emerge con l’arte nella sua genuinità e purezza, un universo che rompe i legami delle sovrastrutture e si proietta “nudo” agli occhi di chi guarda in profondità ogni elemento che lo compone.

Il mondo di Dafne non è altro che la spirale invisibile delle “dee” dentro la donna, una spirale che si muove dinamicamente tra armonia e disarmonia, fino a trovare un canale per uscire dal labirinto e dare inizio a metamorfosi continue, metamorfosi che mirano al compimento dell’Opera d’Arte che è la vita.

È, oserei dire, un mondo tantrico in cui sparisce la divisione tra sacro e profano, perché tutto è UNO; tantrico: cioè “espansione, liberazione (dall’ignoranza), ascolto della grandezza dentro ogni  essere umano e  sintonia con il mondo naturale; è  istinto sano e creativo, superamento dei limiti….delle regole inutili ….

Le fanciulle del mondo di Dafne hanno grandi occhi per vedere lontano, il volto apparentemente freddo, custodisce un segreto ..il  tesoro  prezioso delle emozioni; il  corpo leggero e nudo, è tutta natura, è vero e libero da fronzoli, è un corpo eloquente nella sua essenzialità e ama confondersi con la Natura.

L’apparente immobilità , comunque, risuona di melodia e ritmo che donano ad ognuna una forza penetrante che, come una freccia, ti entra dentro e ti obbliga ad immergerti nel suo mondo e a perderti nei meandri delle tue stesse proiezioni.

Le fanciulle del mondo di Dafne non sono altro che le dee al seguito di Dafne, inaccessibili e seduttive, che inseguono la simbiosi con il Cosmo per vestirsi di Libertà e Amore universale , sono le dee immerse nei sentieri della realtà , dal cui groviglio alienante, cercano di districarsi.

Avventuratevi nello sguardo immobile delle fanciulle e vedrete magicamente emergere la Dea madre che custodisce la vita , in qualunque colore e forma essa si presenti; la dea madre, nel suo aspetto maschile e femminile (Shiva, Shakti ) maestosa e solenne che nutre e sostiene, come il fiore che si apre al Sole e dona gioiosamente il suo profumo e i suoi frutti.

Lasciate cadere dai vostri occhi, tutti i veli delle sovrastrutture mentali di carattere storico e  sociologico, e vedrete nelle fanciulle un mondo sommerso che cerca attraverso l’Arte, un canale di purificazione e di liberazione.

Ed ecco la dea fragile e vulnerabile che si lascia imprigionare come Andromeda; la Cassiopeia orgogliosa della sua bellezza e la dea Amaterasù sedotta dal ritmo e dalla melodia della musica e della danza;

la spregiudicatezza di Afrodite-Venere, dea dell’amore ; la determinazione di Artemide-Diana, dea della natura e della luna; la strategia di Athena e la vulnerabilità di Demetra-Cerere, dea dell’agricoltura.

L’Arte di Patrizia è un’arte sui generis, è semplicemente Arte, che segue solo il fluire dell’istinto creativo, puro, quasi di natura primordiale; è “Arte” nuda e libera, che ignora, in quell’attimo di luce, la ragnatela del mondo razionale e cognitivo   e qualunque pregiudizio;

le linee morbide fluiscono e si intrecciano  tra gli elementi, come il colore s’intona armonicamente creando una vera orchestra di suoni e forme cariche di emozioni, espresse solo da una magica immobilità dinamica.

Lo stile di Patrizia  , in quest’opera,  prevarica ogni schema, ogni codice predefinito, è uno stile molto personale, che può presentare reminiscenze di pittori come Klimt, ma è casuale e spontaneo; è uno stile elegante, libero, fatto di immediatezza, apertura a 360* gradi, che non disdegna  alcun elemento della natura: Lo stile di Patrizia in queste opere, prescinde da ogni  definizione o tentativo di catalogazione;

è semplicemente lo “stile di Patrizia Presutti”, uno stile “sui generis” che spazia liberamente ed elegantemente nel variegato mondo femminile , facendolo brillare come un cristallo al sole, in  tutte le sue sfaccettature.   

  

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